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IL POTERE DELLA GENTILEZZA

  • Posted by Luca
  • On giugno 25, 2018
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IL POTERE DELLA GENTILEZZA

  • Posted by Luca
  • On giugno 25, 2018
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Perché essere gentile ti può cambiare la vita, come rendere la gentilezza una abitudine quotidiana

 

tempo lettura 10 min.

Compiere azioni gentili, in modo gratuito, e senza attendersi nulla in cambio è un’abitudine che può migliorare in modo significativo la tua vita ed il mondo che ti circonda. Ecco perché, cosa dice la scienza, e come rendere la gentilezza un’abitudine.

 

Uno degli strumenti più semplici, immediati e potenti per migliorare la tua vita è la gentilezza.

Un’azione gentile è quella che richiede del tempo, uno sforzo o un rischio, e che va a beneficio di qualcun altro.

È gentile un’azione non richiesta, né dal tuo interlocutore né dalla consuetudine né dal buon senso, e che produce un valore per qualcuno che non sei tu.

Dare nell’attesa di ricevere non è gentilezza, ma ipocrisia. Trattare gli altri con educazione non è gentilezza, ma semplice buon senso.

La gentilezza è gratuita, spontanea e a senso unico verso l’altro.

Vediamo come la tua gentilezza può cambiarti la vita, e perché dovresti ricordarti più spesso di essere gentile.

 

Una vita stressante

 

Le occasioni di stress nella vita moderna sono infinite.

La prima, la più importante: la cronica mancanza di tempo. Da quanto non senti qualcuno dire “mi sto scocciando, non ho nulla da fare…”? Corriamo come delle trottole, sempre…

Altra fonte di stress:La mancanza di fiducia e il bisogno di trattenere la libera espressione di noi o dei nostri sogni e desideri

Durante la nostra quotidianità abbiamo sempre bisogno di interagire con altri, ma al contempo abbiamo altrettanto bisogno di sicurezza.

È un atavico richiamo alla sicurezza fisica che, per ovvi motivi, assillava i nostri progenitori delle caverne, e che oggi il nostro cervello reinterpreta come un bisogno di sicurezza emotiva: non vogliamo rischiare delusioni o colpi bassi al nostro ego.

Questo ci obbliga a mantenere sempre alto il livello del sospetto: “cosa può farmi l’altro, cosa può accadermi se faccio …, meglio non rischiare.”.

Terza importante fonte di stress: la distanza tra ciò che vivi realmente (lavoro faticoso, emozioni negative, faccende domestiche, disordine, conto in banca limitato, figli indisciplinati, demotivazione frequente) e ciò che ti dicono che potenzialmente potresti vivere (viaggi, lussi, sorrisi, perfezione, e bla bla bla).

La vita moderna è costellata di richiami a “ciò che potresti essere/avere/fare”, nettamente in contrasto con ciò che invece sei/hai/fai.

Quarta importante fonte di stress: la pace interiore, il relax, la profondità, la cura verso le piccole cose non sono più parte della nostra cultura.

Siamo talmente impegnati e distratti da cose da fare, obiettivi, bisogni, sconti, like e messaggini, che le uniche questioni cui diamo importanza sono quelle che attivano una qualche emozione forte dentro di noi. Tutto il resto è nulla, zero, invisibile. Come ad esempio la piantina che sta crescendo nel mio giardino. Finché non diventa uno sfarzo di fiori lussureggianti, non esiste, è nulla. Anzi, è solo un peso.

 

Perché la Gentilezza

 

Ci sarebbe una lista infinita di elementi che ci producono stress, ma mi fermo a questi quattro.

Una cosa è importante capire: qualunque forma di stress è riconducibile a questi tre fattori:

  • Incertezza: non ho la sicurezza di cosa mi possa accadere o non ho il controllo della situazione
  • Insicurezza: non mi sento adeguato alla situazione che vivo o al contesto in cui sono
  • Distacco: non ho un livello di connessione umana tale da lenire incertezza e insicurezza.

È qui che subentra il potere della gentilezza.

essere sicuri di se

La gentilezza ha la capacità di avvicinare le persone. E stimolando il Rapport, diminuisce il rischio di reazioni irrazionali o avverse, aumenta la tua sensazione di adeguatezza, e ti fa sentire maggiormente connesso con la persona che hai di fronte.

La gentilezza richiama gentilezza. Non è scontato che ti si risponda altrettanto gentilmente, ma come dice un famoso detto spagnolo, “se semini vento raccogli tempesta”. Quindi meglio non fare lo scorbutico.

Inoltre, se nel tempo ti confermi gentile, stimoli la generazione di fiducia nei tuoi confronti. E questo, come abbiamo visto nell’articolo “Fiducia Totale”, ti apre un mondo di opportunità nuove.

Infine, fare atti di gentilezza ti fa sentire bene, felice, soddisfatto di te stesso. Ti rende partecipe del miglioramento continuo del nostro mondo e della nostra società. Ti consente di stimolare nell’altro sensazioni di gratitudine, piacere e connessione umana.

 

La conferma della scienza

 

Tutti noi siamo suggestionabili, io compreso.

Ecco perché, se mi segui da un po’, saprai che prima di espormi con una teoria, qualunque essa sia, mi assicuro di avere dei fari fissi che mi indichino la via, o, per parafrasare Bernardo di Chartres, dei “giganti” sulle cui spalle poggiare le mie riflessioni.

Nella mia ricerca sulla gentilezza, ho scoperto che non solo la scienza ne conferma il valore nel rapporto con gli altri, ma persino nella qualità della propria salute.

Il concetto è semplice: compiere azioni gentili diminuisce il livello di cortisolo (ormone dello stress) presente nel tuo corpo ed aumenta la secrezione di ormoni del piacere quali endorfine e ossitocina.

Allan Luks e Peggy Payne nel loro libro “The Healing Power of Doing Good” definiscono questa sensazione “Helper’s High”. In sostanza ti senti appagato, soddisfatto, energico, sicuro, grato. È una sensazione bellissima, che sicuramente avrai provato quando hai compiuto un atto gratuito di estrema gentilezza verso qualcuno.

Ma non solo ti senti bene. Abbattere il livello di cortisolo nel tuo corpo migliora il tuo sistema immunitario, rallenta l’ossidazione dei tessuti e degli organi, migliora la capacità di riflessione razionale e creativa.

Quindi non hai più scuse: smettila di fare il burbero e rendi la gentilezza un’abitudine della tua vita quotidiana.

 

Come fare per essere gentili sempre

 

Per prima cosa devi convincerti che gli atti di gentilezza che produci migliorano la vita tua e di chi ti circonda. Non in modo aleatorio, ma concretamente!

La profonda sensazione di compartecipare al bene collettivo, per noi umani, è di grande soddisfazione. Molto più che trattenere l’utilità per noi stessi.

Come secondo aspetto, devi saper gestire le tue emozioni. Spesso non riusciamo ad essere gentili semplicemente perché siamo arrabbiati, o nervosi, o preoccupati. Imparare a gestire le proprie emozioni è di vitale importanza per aprirsi alle opportunità che la gentilezza porta con sé.

Per sterzo, devi superare il timore di non essere compreso, o di non ricevere in cambio ciò che speri.

Questo è un punto fondamentale: tratta le azioni di gentilezza come fini a se stesse. Falle e dimenticatele.

La gentilezza non deve diventare uno strumento per richiedere attenzione, né per sentirti importante. Non è un do-ut-des: è gratuito!

Non è detto che riceverai in cambio gratitudine, felicità o attenzione. L’unica cosa che ricevi in cambio e la tua consapevolezza di aver fatto ciò che potevi per migliorare una situazione o agevolare una persona. Punto.

Se ci riesci, allora sei pronto per la “sfida della gentilezza”.

 

La sfida

Se hai voglia di rendere la gentilezza un’abitudine quotidiana, accetta la sfida!

Obiettivo: impostare la gentilezza come uno stato mentale/emotivo, una routine di pensiero, che ti spinga a compiere azioni di gentilezza gratuite almeno una volta al giorno.

La sfida: 40 giorni, 30 secondi prima di dormire, una azione gentile compiuta durante il giorno da scrivere sul tuo diario.

Prendilo come impegno: ogni sera devi avere un’azione gentile che hai compiuto durante il giorno da scrivere su quel diario. Fallo per 40 giorni consecutivi, senza mollare!

Primo: vedrai la differenza di come può essere il tuo mondo quando sei gentile. Fidati, già questo ne vale la pena.

Secondo: i 40 giorni sono il tempo giusto perché questa tua azione diventi abitudine. Quindi poi starà a te decidere se la sfida del diario è ancora uno stimolo, o se ormai l’abitudine è instaurata e il diario non serve più.

Ci stai?

 

Conclusioni

 

Concludo questo articolo sperando tu voglia entrare a far parte di quella cerchia di persone che invece di sperare in un mondo migliore si applicano quotidianamente per migliorarlo.

Vivere bene, essere felici, migliorare la realtà che ti circonda è una tua responsabilità. E la gentilezza è uno degli strumenti più potenti che hai per riuscirci.

 

A presto

Luca

 

 

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