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TRASFORMARE LA PAURA IN MOTIVAZIONE

  • Posted by Luca
  • On November 13, 2017
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TRASFORMARE LA PAURA IN MOTIVAZIONE

  • Posted by Luca
  • On November 13, 2017
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Una tecnica infallibile per superare la paura e trasformarla in propellente per l’azione

 

tempo lettura 9 min.

Le paure costellano le nostre giornate. Ma dobbiamo e possiamo riconoscerle e superarle. Ecco una tecnica per trasformare la paura in motivazione.

 

Anche se non te ne accorgi, anche se ormai ti ci sei abituato, le paure costellano le tue giornate, e spesso determinano o influenzano le tue scelte quotidiane, anche in maniera importante.

Qualche esempio?

  • Non parti con una nuova attività per paura di fallire,
  • Non ti esprimi per paura della reazione degli altri,
  • Non chiedi un aumento di salario per paura che te lo neghino,
  • Non superi relazioni conflittuali per paura di restare solo o di sconvolgere i tuoi equilibri,
  • Non ti esprimi in pubblico per paura del giudizio degli altri,
  • Non fai sport per paura dello sforzo fisico o di non ottenere risultati,
  • Non cerchi il lavoro dei tuoi sogni per paura di essere deluso,
  • [aggiungi qui la tua…]

La paura esiste, è vera, è quotidiana, e spesso è subdola, perché c’hai talmente fatto il callo che ormai non la riconosci neanche più. La paura non ti fa essere felice.

Eppure esiste una tecnica per trasformarla in motivazione, per farla diventare propellente del cambiamento.

Vediamo insieme come.

 

Cos’è di preciso la paura

 

Immagina di essere un Sapiens di 100.000 anni fa, che vive nelle grotte o nei ripari naturali che la Terra gli offre. Questo Sapiens deve curarsi di sopravvivere e far sopravvivere la propria specie.

Dato che il mondo è infestato di pericoli quali predatori, animali velenosi, intemperie, freddo e altri Sapiens non proprio gentili, quale sarà la caratteristica chiave che gli permetterà di sopravvivere? Semplice: la paura!

Wikipedia docet:

“La paura è uno stato emotivo di repulsione e di apprensione in prossimità di un vero o presunto pericolo”.

 

Grazie a questo speciale stato di “apprensione”, il livello di allerta e la reattività del Sapiens agli eventi esterni diventa maggiore, quasi fulminea, e quindi aumenta la probabilità di evitare i pericoli e salvarsi la pelle.

La paura è assolutamente salutare per la nostra sopravvivenza fisica.

Certo…al giorno d’oggi raramente vedi leoni affamati in Corso Vittorio Emanuele o elefanti inferociti che rincorrono i tuoi bambini nel parchetto.

Eppure le paure continuano a dominare la nostra quotidianità.

La verità è che:

Un tempo era pauroso tutto ciò che metteva a repentaglio la nostra vita. Oggi è pauroso tutto ciò che mette a repentaglio il nostro ego e la nostra zona di comfort.

Come specie umana, abbiamo preso uno strumento di sopravvivenza, e l’abbiamo trasformato in un ostacolo alla nostra felicità. Perché di fatto al giorno d’oggi le paure limitano la libertà, la libera espressione e l’ottenimento di risultati che per noi sono invece rilevanti.

Morale: a meno che tu non voglia trasferirti nella giungla, devi assolutamente imparare a riconoscere le paure e a superarle nel modo più efficace.

Vediamo insieme come fare.

 

Le componenti della paura

 

Dividiamo la paura in due componenti: lo stato fisiologico (cosa avviene nel tuo corpo) e lo stato psicologico (cosa avviene nella tua mente).

Lo stato fisiologico non è altro che l’insieme di reazioni bio-chimiche che il cervello rettile produce nel tuo corpo: grazie alla secrezione di ormoni tra cui adrenalina e cortisolo, in pochi istanti aumenta il tuo battito cardiaco, il tono muscolare, la velocità del respiro, il livello di attenzione; diminuisce l’apporto di sangue alle zone celebrali che determinano la memoria, la consapevolezza del tempo e la creatività, e tutto nel tuo corpo si prepara a reagire ad un possibile attacco esterno.

Questa risposta del tuo fisico avviene in modo spontaneo ogni volta che il tuo cervello rileva un segnale di pericolo.

C’è una cosa importante che devi sapere: questo stato fisiologico dettato dalla paura è sostanzialmente identico allo stato di eccitamento positivo, di gioia ed esaltazione. Le reazioni che avvengono nel tuo corpo sono praticamente le medesime, e questo, come vedremo successivamente, può tornarci molto utile.

In secondo luogo consideriamo lo stato psicologico: questo è l’insieme dei pensieri che scorrono nella tua mente durante il momento di paura. Ti vedi umiliato, o visualizzi il tuo fallimento, o senti già la voce di quel “no” che proprio non sopporteresti.

Questi pensieri sono generati da un piccolo “seme di timore”, mettono radici nelle tue insicurezze e crescono a velocità impressionante grazie alla continua concimazione che gli dai con la tua creatività.

In sostanza stai ingigantendo la probabilità e la portata del possibile esito negativo, e questo blocca completamente ogni motivazione ad agire come desidereresti.

 

Due tecniche per gestire la paura

 

Esistono due tecniche molto utili per gestire la paura.

  1. Tecnica dei 5 secondi
    È una tecnica ideata dall’autrice Mel Robbins, tanto semplice quanto potente: quando c’è qualcosa che non vuoi fare, come alzarti dal letto la mattina, o che ti intimorisce, come fare una chiamata spinosa, oppure quando il tuo cervello entra in un loop di negatività crescente arrovellandosi su qualche pensiero negativo, conta alla rovescia ad alta voce da 5 a 0.
    Allo 0 sai che devi alzarti dal letto, o affrontare quella situazione, o cambiare pensiero. Hai il tempo di 5 secondi per riprendere possesso del dominio di te, e alla fine di questo breve periodo, senza scuse, senza esitazione, aggredisci il problema, e fai quello che sai di dover fare.
    Nel suo libro “Five Second Rule” l’autrice spiega le motivazioni scientifiche per cui questo semplice conto alla rovescia, se fatto con decisione, può resettare il tuo cervello: la sua efficacia ha a che fare con il risveglio della corteccia prefrontale, la parte del tuo cervello in cui risiede la razionalità. Le paure si alimentano nella sistema limbico, area delle emozioni. Solo l’attivazione della razionalità può consentirti di riportare le emozioni ad un livello terreno, coerente con la realtà.

 

  1. Il pensiero “àncora”
    Come abbiamo visto in precedenza, molto spesso i pensieri negativi si auto-amplificano, perdendo la dimensione reale e concreta delle cose. Quando questo avviene hai bisogno di un pensiero “àncora”, che trattenga l’innaturale evoluzione negativa dei pensieri.
    Il pensiero àncora è un pensiero relativo allo stesso contesto della tua paura, ma è invece positivo.
    Ad esempio: se hai paura di prendere l’aereo, un pensiero àncora può essere il piacere della vacanza che ti aspetta. È relativo allo stesso contesto, ma è positivo e motivante. Oppure se temi il giudizio degli altri ma non vuoi fare a meno di dire la tua, un pensiero àncora può essere la soddisfazione che proverai quando avrai espresso la tua opinione e, volta dopo volta, avrai imparato ad esprimerti, nonostante i tuoi timori.
    Ricerca il pensiero àncora giusto per la tua paura, visualizzalo, createne un’immagine chiara nella tua mente, e appena senti la paura prendere piede, subito richiama quell’àncora. Vedrai che la paura si affievolirà immediatamente, perdendo il suo potere di amplificazione.

Queste due tecniche sono indipendenti l’una dall’altra: con la prima riattivi la razionalità, con la seconda limiti il dilagare incontrollato della negatività.

La massima efficacia, però, la ottieni utilizzando queste tecniche in maniera congiunta.

Vediamo perché.

 

Superare la paura e trasformarla in motivazione

 

Quando riconosci di essere ostaggio di una paura, non puoi, in prima istanza, controllare il tuo stato fisiologico: l’agitazione parte da sé, e non puoi modificarla.

Puoi però usare un piccolo inganno per la tua mente, trasformando questa agitazione in motivazione.

Come?

Attraverso la regola dei 5 secondi, seguita immediatamente dal pensiero àncora.

Quindi conti alla rovescia ad alta voce da 5 a 0, e poi richiami nella mente la tua àncora.

Così facendo non solo otterrai dominio dei pensieri e affievolimento della paura, ma anche un terzo “effetto collaterale” molto positivo.

Il tuo cervello, infatti, assocerà lo stato di agitazione del tuo fisico all’immagine piacevole o motivante che avrai scelto come àncora.

Ricorda che lo stato fisiologico di paura e di esaltazione sono sostanzialmente identici. Ciò che cambia è solo il pensiero che il tuo cervello ha su quello stato.

Quindi di fatto, con un semplice trucchetto, stai ristrutturando il pensiero che la tua mente ha su quello stato fisiologico negativo. Questa ristrutturazione ha l’effetto di farti sentire immediatamente più sicuro, sereno e motivato, e di farti affrontare senza alcun timore lo scoglio che hai davanti.

Provare per credere!

 

Conclusioni

 

Le emozioni negative spesso hanno un valore importante, ma la paura nella maggioranza dei casi è un limite, e non porta a nulla di costruttivo.

La paura determina molte delle nostre scelte quotidiane, e quindi influenza senza dubbio la qualità della nostra vita ed i risultati che riusciamo ad ottenere.

Davanti alla paura, puoi essere tu a dominare il gioco.

Puoi accendere la razionalità con la regola dei 5 secondi e puoi modificare il tuo pensiero con la tecnica del pensiero àncora.

Ma soprattutto, utilizzando queste tecniche in contemporanea, puoi persino ristrutturare il tuo pensiero, trasformandolo in motivazione.

Per questo motivo, ricorda: non c’è paura, non c’è ansia, non c’è pensiero che tu non possa gestire. Riconosci le tue paure, ed impara a dominarle, perché non siano loro a gestire te, ma tu, libero, presente, e pieno di sicurezza, a costruire la vita che desideri.

 

A presto

Luca

 

 



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