IL FLOW: ANATOMIA DI UN SUCCESSO P.II - HomoIntraprendente.it

IL FLOW: ANATOMIA DI UN SUCCESSO – PARTE II

  • Posted by Luca Leandro
  • On October 17, 2016
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IL FLOW: ANATOMIA DI UN SUCCESSO – PARTE II

  • Posted by Luca Leandro
  • On October 17, 2016
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Entrare nello stato di Flow: Amare ciò che fai, costruire ciò che desideri

Lettura 5 minuti

 

 

Nello scorso articolo abbiamo capito cos’è il Flow, quando si verifica e cosa avviene nel tuo cervello nel momento in cui riesci a sperimentarlo.

In questa seconda parte vediamo come sperimentare l’Esperienza Ottimale nella vita quotidiana e come questa può trasformare la nostra vita.

 

Ricorda che:

  • Entrare nel Flow vuol dire spegnere la Corteccia Prefrontale, fonte della capacità di analisi, ponderazione, valutazione delle cose. Questo vuol dire che è necessario lasciarsi andare consapevolmente, stoppare pensieri limitanti, ansie, insicurezze e pesi della giornata, per consentire alle tue vere risorse di esprimersi senza filtri.
  • Non è possibile entrare veramente nel Flow se stai facendo qualcosa di nuovo. Per poter disattivare la tua parte razionale (collo di bottiglia) devi avere già esperienza, e aver automatizzato tutto ciò che ti serve per poter svolgere al meglio l’attività. In mancanza di questo automatismo, la tua Corteccia Prefrontale rimarrà l’unica fonte di informazioni valida per svolgere il compito, e quindi non potrai spegnerla.
  • Il Flow necessita bilanciamento tra la complessità di ciò che fai e la tua capacità di farlo. Se pensi di entrare nel Flow mentre prepari il caffè, lascia perdere, perché le tue capacità sono molto superiori a quanto ti richieda il compito. Se vuoi sperimentare il Flow mentre guidi una macchina di formula uno per la prima volta, idem, dimenticatelo: la complessità del compito è eccessiva, sarai in ansia o in sovraeccitazione.
  • Devi avere un obiettivo chiaro. Ad esempio: “Scrivere un articolo per il mio blog” non è un obiettivo. “Scrivere entro domani mattina un articolo coinvolgente per spiegare al mio utente target come entrare nel Flow quando è a lavoro” è un obiettivo chiaro. L’obiettivo deve essere SMART: Specifico, Misurabile, Achievable (Raggiungibile), Rilevante, Tempificato.
  • Ciò che dovrai svolgere deve piacerti ed in qualche modo realizzarti. Se vuoi sperimentare il Flow mentre svolgi un compito che odi e che ti viene imposto, dimenticatelo. Lo vedremo meglio in seguito: il Flow arriva solo se ami ciò che fai e provi soddisfazione (motivazione intrinseca) nel farlo. Semplicemente perché rabbia, rancore o demotivazione trattengono attiva la tua razionalità.

 

Consigli per aiutarti a sperimentare il Flow

 

yogaEccoci finalmente alla pratica: come entrare in uno stato di Esperienza Ottimale.

  1. Riavviati e trova pace: come fossi un computer, spegniti e riavviati: la tua mente deve essere totalmente sgombera da pensieri. Puoi provare chiudendo gli occhi per qualche minuto e donandoti qualche istante di silenzio e rilassamento totale. Lascia andar via i pensieri, sgombera la mente e concentrati su di te, sul qui ed ora. Meditazione o Yoga possono aiutarti
  2. Trova le condizioni più adatte ed elimina le distrazioni: se il compito consiste in un lavoro al PC, puoi svolgerlo in un bar affollato, in un coworking tranquillo o chiuso nella tua cameretta sotto il piumone rosa a cuoricini. Devi avere un PC che non si impalli, il wifi che viaggia e un thè caldo pronto a disposizione. Allo stesso modo se sei uno sportivo dovrai avere l’attrezzatura adeguata, delle scarpe comode, abiti idonei, e via discorrendo.
    A volte un po’ di musica di sottofondo può aiutare. Evita però ogni forma di distrazione, incluso il cellulare.
    In due parole: vai nel luogo giusto, crea le condizioni ambientali migliori e abbi a disposizione tutti gli strumenti necessari, affinché non sia la loro mancanza a distrarti dall’obiettivo.
  1. Sii carico ed energico: se hai appena vinto una sfida di sushi all-you-can-eat…lascia perdere. Se sono le 4 del mattino e sei sveglio da 26 ore…lascia perdere. Se invece sei soltanto un po’ abbacchiato o apatico, magari ti basta risvegliare un po’ di energia e buon umore. Prova con l’esercizio che spiego in questo post.
  2. Sii positivo e propositivo: al bando i pensieri maligni, le insicurezze, le paure di non farcela, il timore del giudizio. Devi spegnere la Corteccia Prefrontale, quindi basta raccontarti palle e dedicati al 100% al tuo obiettivo, perché è qualcosa che sai fare, in cui sai avere successo e sai essere efficace, e questo è il momento di esprimere tutto te stesso liberamente.
  3. Divertiti: Per sgomberare la mente da ogni resistenza hai bisogno di sentirti totalmente a tuo agio, pieno di risorse e in un processo creativo in cui costruisci un sogno, un desiderio, un futuro sperato. Tutto questo avviene solo se ti diverti, se ti piace quello che fai e se sei cosciente di saperlo fare. Ecco perché puoi sperimentare il Flow solo se fai qualcosa che conosci bene e che ti appassiona totalmente.

   

Il Tocco dell’Homo Intraprendente

 

Mi sono imbattuto in un bellissimo video di Vishen Lakiani, fondatore di Mindvalley, intitolato “Why Happiness is the new Productivity” (Perché la felicità è la nuova produttività). In questo video, l’imprenditore spiega come ha letteralmente ribaltato le sorti della propria azienda grazie ad un contesto che favorisse la sperimentazione del Flow. In pratica ha creato le condizioni affinché i propri dipendenti vivessero l’Esperienza Ottimale il più spesso possibile.

Lakiani ci fornisce una prospettiva davvero interessante: la sperimentazione del Flusso è un delicato bilanciamento tra due condizioni:

  1. L’Amore per il proprio presente
  2. L’avere una Visione sul futuro

Ovvero: se ami profondamente ciò che fai e se allo stesso tempo ciò che fai è parte della costruzione del futuro che desideri (di cui hai un’idea chiara), sperimentare il Flow diventa quasi automatico.

Io ritengo abbia perfettamente ragione: al verificarsi di queste due condizioni, magicamente tutte le altre di cui abbiamo parlato in questi due post si realizzano di conseguenza.

Lakiani suddivide in 4 i nostri stati di felicità:

  • Spirale Negativa: Si verifica quando non ami la tua condizione presente e non hai una visione sul futuro. Tutto sembra grigio, inutile, senza senso, e tendi a focalizzarti su ciò che non va. Nei casi migliori sei arrabbiato col mondo, ma puoi sperimentare anche apatia o depressione.
  • Realtà Attuale: Ami il tuo presente e ti senti felice, ma non hai una visione sul futuro. Questo non ti consente di crescere né di dare il tuo contributo positivo, e quindi di vivere un senso di pienezza e realizzazione.
  • Stress: è lo stato in cui non ami il tuo presente ma hai una grande visione e lavori per realizzarla. Tutto è proiettato al futuro, e questo ti da energia, ma la mancanza di amore per ciò che vivi non ti consente di performare al meglio delle tue possibilità e non ti fa sentire appagato.
  • Flow: ami il tuo presente e hai una grande visione per il tuo futuro. Come abbiamo visto questa è la migliore condizione per essere produttivi, realizzati e felici di sé stessi.

In sostanza se non ami il tuo presente e allo stesso tempo non realizzi la tua visione sul futuro rimani in una condizione che non ti permette di sentirti pienamente realizzato e di dare il massimo di te sul lavoro, nella vita privata ed in tutte le aree più importanti della tua vita.

Conclusioni

 

L’obiettivo di questa serie di articoli sul Flow è duplice:

  1. Farti sapere che il raggiungimento di risultati eccellenti e di prestazioni incredibili non è casuale né legato solo a competenze. Esiste una scienza che spiega queste dinamiche, esistono delle condizioni precise, anche emotive, che ti consentono di raggiungere il Flow. Esistono esempi illustri di successi ottenuti grazie al Flow, e chiunque di noi può vivere questo stato.
  2. Smuovere in te il desiderio di ricercare ciò che può farti vivere costantemente nel Flow. E’ la condizione in cui vivono gli uomini di successo. E’ ciò che ha reso memorabili alcuni grandi leader politici e religiosi, uomini dello sport, scienziati, architetti, artisti. Successo non vuol dire soldi o fama, ma realizzazione personale. Vuol dire sentirsi dentro quel processo di realizzazione di ciò che amiamo, per noi e per il mondo che ci circonda.

 

Concludo con una mia considerazione personale: non siamo fatti per la mediocrità.

Abbiamo bisogno di Amare ciò che facciamo e fare ciò che amiamo.

Qualunque ostacolo all’Amore per ciò che siamo oggi e per ciò che vogliamo diventare domani costituisce un limite alla nostra efficacia personale. Dobbiamo essere felici, per accedere alla totalità delle nostre risorse. E dobbiamo essere efficaci, per crescere e donare al mondo il nostro massimo contributo.

 

Luca

 

Approfondimenti 

 



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