NOSTALGIA: SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO - Homo Intraprendente

SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO

  • Posted by Luca Leandro
  • On November 28, 2016
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SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO

  • Posted by Luca Leandro
  • On November 28, 2016
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Quando la nostalgia può trasformarsi in benzina per il futuro

Lettura 6 minuti

Per iniziare questo articolo ti faccio una domanda sul tuo grado di nostalgia. Rispondi al sondaggio qui sotto:

Se fossi nato nei primi del ‘900 potresti essere come uno di questi bimbi.

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Se fossi nato nel 2010 saresti più probabilmente così.

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Negli ultimi 100 anni l’umanità è cambiata in modo incredibile, come mai prima nella storia. I miei bisnonni andavano a cavallo, mentre mia figlia non prenderà mai la patente perché presto le macchine guideranno da sole. Loro lavoravano la terra col sudore della fronte, lei, chissà, magari avrà un reddito passivo da investimenti finanziari che le garantirà benessere senza lavoro.

Tutto ciò è un valore o un rischio? È una evoluzione o facciamo bene a provare nostalgia? È proprio vero che si stava meglio quando si stava peggio?

 

La Nostalgia: un problema di velocità

Come l’onda di un fiume in piena che ti travolge, così negli ultimi decenni siamo passati dalle lettere al telefono fisso, poi al cellulare e poi allo smartphone, dal cavallo all’aereo low cost.

L’evoluzione tecnologica ha portato con sé una rivoluzione nei nostri valori e nelle nostre potenzialità.

Se sei sulla trentina come me, è probabile che tu veda più il positivo di tutto questo, perché sei già nato in un mondo che andava veloce, e quindi l’evoluzione rapida (per ora) non ti spaventa. Ma se hai passato i 40 già da un po’ e ti guardi indietro di 15 o 20 anni, quasi certamente ti verrà nostalgia, perché vedrai valori che hai perso per strada, una condizione vitale completamente diversa, emozioni e certezze che non torneranno, e su cui non puoi più contare.

La verità è che l’evoluzione tecnologica ha scombussolato la società, la globalizzazione, l’interconnessione, gli strumenti di condivisione hanno ribaltato i paradigmi di un tempo, ed il cambiamento è stato incredibilmente più rapido rispetto alla nostra capacità di adattarci.

Il problema si presenta quando questa realtà ci fa sentire fuori luogo, in una dimensione che non è la nostra, e quindi perdiamo sprint, desiderio, ottimismo ed energie.

 

I valori di un tempo e quelli di oggi

Mia mamma fu rinchiusa in casa per giorni quando “ancora” ventenne fu scoperta da suo padre mano nella mano con un ragazzo, lungo il corso del paese.

Chissà se il nonno temeva più per l’incolumità o l’educazione della figlia oppure se fosse più una “questione d’onore”. Forse più la seconda.

L’Onore della famiglia faceva stare tutti al giusto posto. Era una delle regole super-partes che a cascata davano una traccia alla vita di ciascuno: mai disobbedire alla famiglia, mai fare un torto a persone importanti o che fanno del bene, mai sfiorarsi prima del matrimonio, “i panni sporchi si lavano in casa”, e così via.

trump-tOggi abbiamo sostituito l’onore con l’opportunità. Vince il primo, non il più degno. Non importa se irriverente, scandaloso o impresentabile, l’importante è che colpisca più degli altri, che sia più forte e determinato.

Questo nuovo paradigma è giusto o sbagliato?

Io credo che non ci sia un giusto o sbagliato, esiste un equilibrio diverso.

Come in ogni cosa, infatti, ci sono i pro e i contro. L’onore, ad esempio, ha reso sicuramente più vivibile l’agitato mare della convivenza umana, ma per essere onesti ha anche rovinato molta gente. La vita sentimentale si viveva spesso di nascosto, l’apparenza veniva prima della sostanza, e alcuni desideri profondi non potevano essere espressi.

Potremmo parlare ore del bene e del male cui hanno portato i valori di un tempo, dal maschio-padrone, alla rigidità genitoriale, al patriottismo. Ma una cosa è certa: un tempo le regole del gioco erano chiare, bastava impararle ed adeguarsi. Oggi invece la libertà ed il relativismo avanzano, e spesso ci spaventano. Tutto cambia rapidamente, facendoci perdere facilmente i punti di riferimento.

 

La nostalgia può rovinarti la vita

Vivere nella nostalgia del passato può farti perdere di vista il bello che c’è nel tuo oggi e nel tuo domani.

Come abbiamo imparato a proposito dell’ottimismo, per una vita felice ed appagata abbiamo bisogno di provare gratitudine per il passato, pienezza nel presente e ottimismo e speranza per il futuro.

La nostalgia è un sintomo di poca soddisfazione per il presente e di scarso ottimismo verso il futuro. E non si può ritenere una forma di gratitudine verso il passato, quanto piuttosto rancore perché quella storia è già storia. La Gratitudine proietta al futuro con sicurezza, la nostalgia trattiene verso il ricordo, per non guardare il proprio presente che appare “miseria”.

 

“Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria”
(Dante Alighieri)

 

 

Ma il punto sta proprio qui: nel ritenere il tuo oggi una miseria. Solo perché non corrisponde a ciò che tu pensavi fosse il mondo ideale. Solo perché i tuoi schemi mentali, la tua zona di comfort, le tue convenzioni ti hanno abituato ad altro.

In questo senso la nostalgia è rigidità, e come tale non è costruttiva. Non ti soddisferà mai, non ti aggiungerà valore, non ti permetterà mai di essere propositivo per migliorare veramente il mondo che ti circonda.

 

Esercizio: dalla nostalgia alla vitalità

Per superare la nostalgia hai bisogno di:

  1. ottimismo2Sviluppare consapevolezza: cosa è importante per te e ti fa stare bene?
    Per capirlo, facciamo insieme questo esercizio.
    Prendi carta e penna e fai un elenco dei valori in cui credi di più, quelli senza cui non potresti vivere felice. La famiglia, l’Amore, il denaro, la salute, la libertà, il successo…tutti quelli che pensi siano strettamente necessari.
    Ora prova a sintetizzare: raggruppali se possono essere raggruppati, oppure elimina i meno importanti affinché ne rimangano solo 3.
    Adesso precisa: cosa vuol dire per te ognuno dei 3 valori che hai scelto? Cosa deve accadere perché tu senta realizzato quel valore? Come ti devi sentire per essere sicuro che quel valore è realizzato?
    Se rispondi in modo profondo a queste domande, potrai calare più nella concretezza cosa effettivamente hai bisogno di sentire intorno a te per sentirti felice e realizzato. Non spaventarti se venisse fuori che desideri essere riconosciuto, o desiderato, o affermato, o vuoi libertà o ricchezza. La nostra indole profonda è sempre di base egoista. Non è immorale, è semplicemente il nostro DNA.
  1. Agire (facile ricollegarsi all’art. 5 del nostro Manifesto).
    Alla luce di ciò che hai capito al punto precedente, cosa puoi cambiare nella tua vita per creare le condizioni che rendano quei valori una realtà? Puoi cambiare amicizie? Puoi organizzare diversamente la tua giornata o imparare una materia nuova? Puoi fare sport, uscire con qualcuno o magari porti un obiettivo? Oppure mangiare diversamente o iniziare con un nuovo hobby… Qualunque sia la strada, inizia a percorrerla. Fare il primo passo verso il cambiamento è lo step necessario per convincerti che uscire dalla tua area di comfort è possibile, e quanto mai necessario se vuoi una vita realizzata.

 

Il tocco dell’Homo Intraprendente

Il mondo corre, i popoli si contaminano, la tecnologia avanza, le novità si susseguono. Questo può cambiare sia le condizioni di contesto in cui viviamo, sia i valori di riferimento per la società. Ma le necessità profonde dell’uomo non cambiano. Il desiderio di riconoscimento, espressione, realizzazione, contributo sono e saranno sempre una parte di noi. Può cambiare la forma, ma non la sostanza.

In questo contesto, una cosa è certa: ci è data da vivere una vita sola. E per viverla al meglio, con energia e passione, abbiamo bisogno di essere ottimisti, positivi, proattivi. Solo così troveremo ogni giorno le risorse necessarie per correre, stare al passo, ed al contempo vedere il bello che ci circonda e sfruttare le opportunità del mondo che avanza.

Ricorda: il bello ci da energia, ma è l’energia e la positività a farci vedere il bello. E’ un circolo virtuoso che va alimentato con la positività. Non possiamo attendere passivamente che le cose belle piovano danti a noi, ma dobbiamo invece iniziare a focalizzarci sulle opportunità e sfruttarle, con apertura mentale e desiderio di sviluppo e crescita personale.

Scegli con determinazione di vivere a pieno il tuo oggi e di costruire con gioia il tuo domani, perché il passato non sia un nostalgico ricordo, ma la radice di un memorabile futuro.

 

Luca

 

Approfondimenti

  • La nostalgia ha anche alcuni risvolti positivi. Ad esempio ci rende più pazienti. Ecco un articolo della rivista di Harvard su questo argomento.

 

Immagini da Google Immagini


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