RIMEDI PSICO-FISIOLOGICI PER NON ESSERE PIU’ IMBRANATO

RIMEDI PSICO-FISIOLOGICI PER NON ESSERE PIU’ IMBRANATI

  • Posted by Luca Leandro
  • On January 31, 2017
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RIMEDI PSICO-FISIOLOGICI PER NON ESSERE PIU’ IMBRANATI

  • Posted by Luca Leandro
  • On January 31, 2017
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Come condizionare il tuo stato mentale e fisico per migliorare i tuoi risultati e non sentirti più imbranato

Lettura 9 minuti

 
 
 

Sai da dove nasce il termine “imbranato”? Secondo il dizionario Treccani proviene dal veneto “imbrenà”, che vuol dire “imbrigliato”. L’etimologia di questo termine è molto esplicativa: quando ti senti un imbranato sei imbrigliato, bloccato, frenato. Non riesci a compiere adeguatamente un’azione, a portare a termine un compito in modo corretto, perché c’è qualcosa che ti frena, ti trattiene.
Personalmente mi sono sentito un imbranato migliaia di volte. A scuola, durante le interrogazioni, non riuscivo mai a ricordare ed esporre adeguatamente. Con le ragazze, nelle prime cottarelle adolescenziali…quante figuracce! Nello sport, nello studio, nelle serate per me troppo goliardiche. Ho provato spesso l’umiliazione di sentirmi un perdente, così come la convinzione di non essere capace.

Forse non ho giocato sui campi giusti. Forse non ero preparato. Ciò che è certo è che dopo anni di conferme e decine di evidenze, non ho potuto far altro che prenderne atto: la scuola non è per me, la sfida non è per me, la seduzione non è per me, la competizione non è per me, le serate con troppa gente non sono per me. Non sono per me neanche i libri, il jogging, la dieta, la matematica, la cucina, l’ordine domestico né le riunioni aziendali ad alto tasso di competizione…Sono arrivato al punto di chiedermi, in tutta onestà, cosa fosse “per me”, perché ne rimanevano pochi di ambiti in cui potessi dare del mio senza sentirmi un imbranato o persino un idiota.

Perché ti dico questo? Perché ad un tratto ho amato la lettura, ho iniziato a fare jogging e ho imparato a cucinare. Poi mi sono iscritto a vari corsi di formazione, ho iniziato a scrivere per un pubblico (tra cui ci sei tu, e per questo ti ringrazio!) e per giunta oggi amo le serate in compagnia, anche con gente che non conosco.

Ad un tratto ho scoperto che non ero io ad essere idiota. Era invece lo stato mentale e fisiologico in cui mi mettevo a rendermi tale.

Questo articolo è per scoprire come puoi ribaltare le tue zone d’insicurezza, come puoi ottenere risultati positivi anche in quelle attività in cui ti senti un incapace. Tieniti forte! Si parte.
 

E se ti baciasse…

 
Brad Pitt? Claudia Schiffer? NO! Il tuo cane!

Se il tuo cane ti baciasse sulle labbra, sarebbe piacevole ed eccitante come il bacio della tua amata / del tuo amato? Spero che la tua risposta sia negativa, altrimenti mi preoccuperei.

Ecco l’importanza delle emozioni: un bacio non è solamente il contatto fisico tra due labbra. Un bacio è ciò che scatena dentro di te, è il turbine emotivo che ti produce, è l’insieme di stupore, pienezza, felicità, senso di amore e connessione che ti dona.

In questo caso specifico, dato uno stimolo esterno, l’emozione che proviamo ci fa reagire in un modo piuttosto che in un altro. È l’emozione che proviamo a guidare le nostre azioni: desideri che il bacio continui oppure no? Vuoi godertelo appieno o disinfettarti le labbra quanto prima?

L’emozione che provi determinerà la tua scelta su come agire.
 

Ma allora ci sei o ci fai?

 
Ma allora davanti a ciò che ti fa sentire incapace, sei oggettivamente imbranato e quindi ti senti tale, oppure ti senti imbranato e quindi agisci come tale? Ovvero: è l’emozione a determinare il risultato o i risultati a farti provare l’emozione? Cos’è causa e cosa effetto?

Per comprenderlo dobbiamo capire cos’è un’emozione.

“Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.” (Wikipedia)

Difficile? Ok, la ridico a parole mie: quando provi un’emozione stai secernendo ormoni che modificano alcune funzioni del tuo corpo e ti mettono in un determinato “stato psicofisiologico”.

Ad esempio: nel momento in cui accade qualcosa di improvviso che il tuo cervello rileva come un pericolo, parte immediatamente la produzione di adrenalina e noradrenalina. Questi ormoni preparano il fisico all’attacco o alla fuga: il battito cardiaco aumenta improvvisamente per ossigenare al meglio il corpo, il respiro si fa più intenso e rapido, il livello di attenzione diventa massimo, percepisci un impellente bisogno di agire, aumenta il tenore muscolare per prepararti a sforzi fisici, ecc. In sostanza ti stai mettendo in uno “stato” ideale per reagire al pericolo.
La Paura è un’emozione, è prodotta da due ormoni, e si esprime con questo tipo di reazioni fisiche. Come la paura, anche il senso di sicurezza in sé stessi, il senso di fiducia, di amore, di riconoscenza, il tono dell’umore ed ogni altra emozione sono generati da uno o più ormoni, che producono specifiche reazioni neuro-fisiologiche che ti fanno mettere nello “stato” ideale per gestire quella data situazione.

Per questo motivo quando ti trovi ad affrontare un evento davanti al quale sei convinto di non essere capace, vivrai l’emozione di sentirti imbranato. Questo ti metterà nello stato psicofisiologico ideale per esserlo davvero: la serotonina e la dopamina crollano, e con esse si abbassa il tono dell’umore e la sicurezza in te stesso, lasciandoti dubbioso e senza alcun entusiasmo. Questo stato abbatte le capacità creative, logiche, energetiche. Con il risultato che la mente va in conflitto con sé stessa, non riesci a pensare, ad esprimerti correttamente e diventi un impacciato psicomotorio.

In questa modalità è assolutamente ovvio che agirai da imbranato. Ma sia chiaro: non sei tu ad essere incapace, ma è lo stato in cui ti sei messo a renderti tale! E se agisci da imbranato, che risultati puoi mai avere? Da imbranato! E i risultati da imbranato, nel tempo, ti confermano che effettivamente SEI imbranato (convinzione). E il circolo ripartirà ogni volta.

 

 

Spezzare il circolo vizioso

 

In quale punto puoi spezzare questo circolo vizioso?

Facciamo un caso pratico: immagina di essere attratto da un bel ragazzo o una bella ragazza. Vorresti tanto approcciare e risultare interessante, ma tu, in fondo, tanto interessante non ti senti (convinzione -> emozione). Questo ti metterà in uno stato emotivo e fisiologico di insicurezza e di incertezza. La creatività diminuisce, lo spirito espansivo anche, e con esse la tua capacità di essere efficace.

Puoi agire da persona sicura di sé se sei in “modalità insicuro”? Sì, finché alla prima occasione ti spegne come un cerino al vento. E sei out.

Puoi risultare interessante se agisci da persona che non si sente interessante? Beh, come si dice: “l’Amore è cieco”, però converrai con me che le probabilità sono molto basse.

Allora cosa puoi cambiare?

Puoi cambiare la visione su te stesso per cambiare l’emozione ad esso associata. E puoi anche cambiare forzatamente il tuo stato fisiologico, in modo da rafforzare gli ormoni utili allo scopo.

Ecco come.

 

Modificare la visione su di te

  1. Cambia focus

Smettila di concentrare la tua attenzione su ciò che non sai essere o che non sai fare. Se determinate cose non sai farle è perché chi ti ha creato ha ritenuto che non ti servano! Quindi non ti sforzare più di tanto.

Focalizzati invece sulle tue qualità, sulle cose che ti riescono bene e che ti vengono riconosciute, perché sono questi gli elementi che ti renderanno unico/a nel mondo. Tieni ben saldi a mente i tuoi successi e le tue caratteristiche distintive. Scrivile su un foglio, portale con te, e aggiorna la lista di tanto in tanto.

 

  1. Cambia metro di giudizio su te stesso

Ricorda:

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.” Albert Einstein

Fino a quando ho giudicato me stesso sulla capacità di vincere negli ambienti competitivi, mi sono sempre sentito un incapace. Poi ho scoperto che la mia motivazione non proviene dalla sfida ma dall’Amore. E quindi ho accettato di non giocare sul campo delle sfide, perché il mio campo ideale è quello della comprensione, dell’accompagnamento, del supporto, della logica applicata all’Uomo. Trova il tuo campo di gioco ideale, decidi cosa vuoi fare da grande in base alle tue qualità, e gioca la tua partita dove sai di poter fare la differenza.

 

Modificare la fisiologia

 

  1. Stimola gli ormoni che desideri

Se ti senti abbattuto, privo di entusiasmo e demotivato, prova a saltellare. Saltella sul posto per un paio di minuti, in modo ritmico e costante. Questo semplice esercizio genera Dopamina, che rinforza la tua motivazione all’azione, al porti obiettivi e raggiungerli. Poi stimolare la Dopamina anche dormendo di più e limitando i caffè.

Se ti senti solo e giù di morale e vorresti aumentare il tuo pensiero positivo? Ti serve la Serotonina, che puoi ottenere dall’esposizione alla luce del sole o semplicemente ricordando momenti felici.

Una soluzione abbastanza comune per stimolare gli ormoni che desideri è quella di metterti fisicamente nella postura e nella posizione teoricamente più idonea per affrontare la situazione in cui ti senti debole. Ad esempio se sorridi sinceramente per qualche secondo, in automatico il tuo umore si distende e torna sereno. Se desideri più sicurezza in te stesso, prova a tenere la testa alta, il petto in fuori, il sorriso aperto e cammina a passo lungo per qualche minuto. Non farlo per prendere in giro te stesso, ma sicuro, sereno e determinato.

Le soluzioni per condizionare la propria fisiologia sono infinite. Ho scritto tempo fa un post per MysocialWeb su come stimolare la creatività con un semplice esercizio. Altri spunti li trovi nella guida “Energia, Passione, Talento” che puoi ricevere gratuitamente lasciando la tua email in fondo a questo post. Se non l’hai ancora provato, puoi anche fare un check-up completo di cosa blocca la tua motivazione con il test degli intraprendenti.

 

  1. Fai l’elenco di ciò che ti fa stare bene

Prendi un foglio di carta e scrivi una lista di almeno 15 cose che trasformano il tuo umore e ti fanno stare bene. Suonare uno strumento, leggere, scrivere, correre, viaggiare, uscire con gli amici, andare in palestra, pregare, ascoltare musica, vestirsi bene, ballare, guidare, aiutare gli altri, cantare, cucinare…

Fai in modo che nella tua giornata ci sia spazio per una o più di queste attività, e pianificale nella settimana. Donati sempre il tuo momento di recupero emotivo quotidiano, perché questo ti dia la carica che ti serva per vivere al meglio la tua giornata.

 

  1. Concentrati su ciò che ti ha dato sicurezza in passato

Ricorda un momento preciso della tua vita in cui ti sei sentito forte, sicuro di te, energico. Rivivi un attimo con intensità questo momento, senti l’emozione provata, rivedi ciò che ti circondava, immergiti in quella emozione. Dato che il cervello non distingue tra ciò che è reale e ciò che è immaginato con intensità, con il solo ricordo puoi richiamare lo stato fisiologico che hai provato in quel momento di sicurezza, ed utilizzarlo nel momento attuale.

 

 

Spero che questi consigli ti siano stati utili. Dammi un feedback lasciando il tuo commento!

A presto

Luca

 

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