COSA VUOI FARE DA GRANDE? - Homo Intraprendente

COSA VUOI FARE DA GRANDE?

  • Posted by Luca Leandro
  • On November 7, 2016
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COSA VUOI FARE DA GRANDE?

  • Posted by Luca Leandro
  • On November 7, 2016
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Riprogetta il tuo domani a partire da te

Lettura 9 minuti

 

Fai finta di avere 23 anni e di essere nel 1935.

Oggi è il tuo primo giorno di lavoro: sei un impiegato di banca!

Wow, che fortuna! Hai l’invidia di tutti, sei finito in un paradiso, in una delle posizioni più ambite: sei un bancario!

Non l’hai propriamente scelto questo lavoro. Anzi, tu saresti un creativo, un amante del disegno e della scrittura ornamentale. Ma la società in cui vivi non ha dubbi: cento volte meglio la banca, perché l’alternativa è ovvia: lavorare la terra.

Quindi benvenuto in filiale, da oggi e per sempre il tuo mondo sarà fatto di accrediti, addebiti, giroconti, contabilizzazioni, storni in conto anticipi, calcolo dei rendimenti, accredito interessi e liquidazione titoli di credito al portatore, verificando che siano girati, solvibili e non protestati. Ah, dimenticavo: ovviamente gli errori non sono previsti nel contratto e se sorridi è meglio. Ci rivediamo tra quaranta/00 anni per la pensione.

 

La storia

 
Questa è stata più o meno la vita di mio nonno, classe 1913, fedele impiegato di banca per una vita intera.

La banca ha rappresentato per lui la più semplice soluzione per assicurarsi da vivere. Non biasimo il suo percorso lavorativo, dato che ha consentito a lui e alla sua famiglia una vita tranquilla ed una certa serenità economica.

Ma in realtà lui era un esteta della scrittura, un amante di calligrafia.

Dopo la sua morte abbiamo riscoperto interi quaderni riempiti di singole lettere, ripetute all’infinito, per affinarne il lustro e la cerimonialità.

Chissà quante volte avrà sognato di fare il Calligrafo. “E’ un lavoro troppo di nicchia” avrà pensato. “Chi sono io per…”, “chi mi garantisce un salario”, “e se poi non ho lavoro a sufficienza?”.

 

L’errore

 
Negli ultimi 60/70 anni si è diffusa in modo dilagante l’idea che una persona possa vendere alle imprese il proprio tempo, per ricevere in cambio un salario. Come se il tempo fosse il metro di misura del risultato. Come se il tempo fosse tutto ciò che abbiamo da dare.

ArtigianoCosì facendo ci si è allontanati sempre più dalla logica artigianale e di micro impresa, che ha costituito il tessuto economico dell’umanità.
Per loro genetica, artigiani e micro imprese richiedono anzi tutto maestria, profonda identificazione nel proprio mestiere, dedizione totale ed una solida volontà. Non si può “fare” l’artigiano, si può solo “essere” un artigiano (leggi il mio articolo sul Personal Branding).

Al contrario, per avere un salario fisso nel dopoguerra (e spesso ancora oggi) è spesso sufficiente una distaccata operosità, che raramente ti sprona ad identificarti totalmente nel tuo mestiere.

 

Il mondo è cambiato

 
Per quanto ne so, mio nonno non si è mai lamentato del suo lavoro. Oggi invece l’insoddisfazione lavorativa è un morbo dilagante.

Forse perché gli strumenti della modernità ci consentono di mantenere vivi i nostri sogni, e i sogni sono come gocce d’acqua che scavano la roccia delle nostre resistenze.

O forse perché siamo bombardati dal successo altrui: personaggi di fama che vediamo in TV, vicini di casa che girano in Porsche, colleghi che fanno carriera, hanno successo, e guadagnano due o tre volte il nostro salario.

L’asticella di riferimento sembra alzarsi sempre, e lo spazio tra me e il mio “io-superman” rimane sempre vivo, a tratti doloroso.

Ma cosa davvero ti rende realizzato? Firmare autografi, girare in Porsche, avere milioni di euro, vivere di rendita o essere riconosciuto come “il Boss”?

 

Qual è la causa e quale l’effetto

 
Qualunque sia la tua risposta alla domanda precedente, sappi che beni e riconoscimento non sono ciò che produce la tua realizzazione ma ne sono l’effetto.

La vera realizzazione, quella homologica e sostenibile, è l’esito di un processo in cui, utilizzando i tuoi talenti e le tue capacità esclusive, apporti al mondo un contributo di peso, di valore. E’ quello che nel libro “La Risposta”, Smith e Assaraf definiscono il “guadagno psichico”.

Perché solo quando porti al mondo un valore esclusivo il tuo “io” sente consistenza e soddisfazione.

puzzle-700382_640Puoi migliorare i processi produttivi del tuo cliente, preparare un’esperienza sensoriale per gli ospiti del tuo ristorante, educare i bambini del tuo asilo ai valori che li renderanno felici, o rinchiuderti in un convento di clausura per dedicare la tua intera vita alla preghiera per il mondo.

Qualunque sia la tua strada, è come sentirsi un pezzetto di un puzzle che trova la sua perfetta collocazione, e tramite il suo esserci totalmente ed integralmente, contribuisce alla formazione di qualcosa di bello, di unico, di generativo. E’ come sentirsi voluti sin dall’origine per assolvere ad un compito, che è il tuo, e che proprio per questo non teme la concorrenza di nessuno.

In quest’ottica, fama, denaro, successo ed anche la Porsche sono solo uno dei possibili effetti collaterali della realizzazione.

Non sono dunque l’obiettivo da perseguire, ma una delle potenziali conseguenze.

 

La scorciatoia

 
Se il tuo focus rimanesse quello di ottenere invece che dare, potresti guadagnarne molto, e forse anche con meno sforzi.

Ma facci caso: consumi risorse invece che generarne di nuove. Bruci i sogni di chi ti circonda, sfrutti le relazioni invece che coltivarle, richiedi agli altri di performare invece che esprimere il proprio talento. Questi sono metodi progressivamente degenerativi, per te, per i tuoi valori o per gli altri.

La vera soddisfazione è molto più profonda, è molto più ampia. C’è molto di più per te in questa vita!

La soluzione più totalizzante per l’uomo è seminare il proprio valore esclusivo, in modo genuino, autentico, sincero. E farlo nella terra giusta, quella che recepisce, che si dimostra fertile e che sa nutrire quel seme fino a farcene vedere i frutti.
 

Da dove partire

 
Ti propongo tre approcci per comprendere quale siano le tue caratteristiche distintive. Sulla base di queste puoi riflettere sul tuo cammino ideale per il futuro.

 

1. L’incrocio tra capacità e competenze

 
Utilizzare le proprie capacità distintive in settori e professioni che ci piacciono è una formula perfetta per amare ciò che si fa.

Per questo ho pensato un metodo per calcolare la tua affinità ad uno specifico mestiere. Possiamo applicarlo anche a professioni che non svolgi ma pensi possano piacerti.

Dovremo compilare una matrice fatta così:

 

matrice-capacita-competenze

 

Con una moltiplicazione ed una somma possiamo facilmente comprendere qual è l’ambito professionale che può realizzarti di più e, di conseguenza, in cui opererai meglio.

Ricorda che amare ciò che fai è uno dei due fattori critici per attivare i tuoi superpoteri!

Se vuoi metterti alla prova scarica il modello che ho pensato per te: la matrice-capacita-competenze.

 

2. Le intelligenze

 
Quanto ti reputi intelligente da 1 a 10?

Qualunque risposta tu abbia dato, è la domanda ad essere sbagliata! La corretta domanda dovrebbe essere “in cosa sei più intelligente?”

“Se si giudica un pesce dalla sua

abilità di arrampicarsi sugli alberi,

lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”

A. Einstein

 
Negli anni 90 lo psicologo americano Howard Gardner presentò al mondo una visione rivoluzionaria sulla valutazione dell’intelligenza umana. Il classico e diffusissimo IQ Index (Intelligence Quotient, ovvero Indice del Quoziente Intellettivo) veniva chiaramente superato da un concetto molto semplice quanto potente: le intelligenze umane sono molteplici, ed ognuno di noi ha sviluppato ognuna di queste ad un livello differente.

Quindi il punto non è “quanto”, ma “in cosa” sei intelligente.

Prova a scorrere le 9 intelligenze sotto e valuta onestamente come ti posizioni su ognuna di esse. Ti può essere davvero illuminante capire quali intelligenze richiede specificamente il tuo mestiere/attività/hobby (e quindi capire se le hai tutte e a che livello) e, soprattutto, individuare quali intelligenze restano sopite nella tua vita ordinaria, perché non fai attività che le richiedano. Spesso questo può essere causa di frustrazione, tanto quanto la necessità di performare su intelligenze che non sono propriamente quelle in cui eccelli.

Ecco in breve le 9 intelligenze secondo Gardner:

  1. Intelligenza logico-matematica: è la capacità di dedurre, di schematizzare, di comprendere le connessioni logiche. Ce l’hai se ti piacciono i calcoli, la razionalità, la logicità.
  2. Intelligenza linguistica: capacità di utilizzare un vocabolario forbito, chiaro ed efficace, di farsi comprendere e di variare il proprio stile comunicativo in funzione dell’audience. Tipico dei buoni oratori.
  3. Intelligenza spaziale: capacità di percepire la relazione tra gli oggetti nello spazio. Sviluppata memoria per gli ambienti, capacità di orientarsi nello spazio, di ricordare forme e posizioni. Tipica di architetti, ingegneri, esploratori e di chi non si perde mai.
  4. Intelligenza musicale: capacità di riconoscere i suoni in dettaglio, armonie, melodie, tonalità. Tipica di chi si emoziona profondamente con la musica.
  5. Intelligenza cinestetica o procedurale: capacità di coordinare bene i movimenti del proprio corpo, come per ballerini, sportivi, artigiani.
  6. Intelligenza interpersonale: capacità di comprendere gli altri, le loro emozioni, paure e desideri inespressi. Tipicamente orientata a professioni sociali e personali. Se pensavi di entrare in politica prima assicurati di avercela!
  7. Intelligenza intrapersonale: capacità di comprendere sé stessi, le proprie emozioni, e di sapersi adeguare a molteplici contesti trovando sempre la propria strada. Ce l’hai? Mai pensato di fare l’attore?
  8. Intelligenza naturalistica: capacità di conoscere la natura, studiarla e classificarla. Tipica di biologi, scienziati della natura in genere.
  9. Intelligenza filosofico-esistenziale: capacità di approfondire e comprendere tematiche profonde della vita e della natura dell’uomo. Immagino sia tua, dato che stai leggendo questo post! 😉

 

consapevolezza personale3. L’inventario dei tuoi successi

Esercizio semplice e potente: ricorda le ultime 3 o 4 occasioni in cui hai sentito di avere successo. Ti sei sentito capace, forte, sicuro di te. Ti è stato dato un feedback positivo, hai stupito, sei piaciuto, hai dato il tuo meglio.

Ora prova ad individuare quali tue capacità ti hanno permesso di far bene in quelle situazioni. Entusiasmo, capacità di comprendere gli altri, capacità di comunicazione, ottimismo, determinazione…

Ora prendi carta e penna e scrivi l’elenco dei tuoi punti di forza!

Se troverai la professione, il contesto, le condizioni ambientali che ti permetteranno di esprimere queste capacità saprai di poter ottenere grandi risultati, e con essi anche grande soddisfazione.

 

Il check con i valori

 
Qualunque sia il tuo mestiere, ovunque sia il tuo futuro, l’attività che fai e l’ambiente in cui vivi non devono indurti ad andare contro i tuoi valori fondamentali. Se credi nella giustizia hai bisogno di legalità e contesti equilibrati. Se cerchi riconoscimento e meritocrazia meglio avere sopra di te manager che premiano, e così via. Se vuoi stabilità devi puntare ad aziende sicure e strutturate.

Assicurati che i tuoi valori fondamentali siano in linea con l’ambiente che vivi.

 

Il tocco dell’Homo Intraprendente

 
La consapevolezza delle tue capacità distintive ti permette di individuare facilmente cosa ti fa esprimere e cosa invece ti richiede performance che non puoi dare, con un immenso dispendio di energie e scarsi risultati.

Come Homo Intraprendente è importante che nel tempo tu possa creare intorno a te il contesto professionale più idoneo alle tue caratteristiche. A volte è necessario cambiare lavoro. Altre semplicemente cambiare ambiente o azienda. Ma spesso ti basta ricercare piccoli miglioramenti nel tuo quotidiano, come una diversa organizzazione, la delega di qualcosa, una semplice rifocalizzazione, per guardare con occhi nuovi la tua stessa professione. Ricorda: accontentarsi è una forma di evasione. Puoi invece imparare ad amare ciò che fai e fare ciò che ami.

Ti lascio con una bellissima frase di Randy Paush (trovi il video integrale negli approfondimenti):

“Alla fine della nostra vita non saremo rammaricati per ciò che abbiamo fatto male,

ma per ciò che non abbiamo fatto”

 

Non c’è abbastanza tempo per dedicarci a ciò che non fa per noi!

Luca

PS: dimmi nei commenti sotto: in cosa sei più intelligente? Quali capacità puoi esprimere con il tuo lavoro attuale e quali invece no?

 

Approfondimenti

 



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