CHI SONO - HomoIntraprendente.it
luca leandro

Benvenuto!

Sono Luca Leandro e sono un Ingegnere Gestionale affetto da intraprendenza compulsiva!

La mia Intraprendenza è fatta di curiosità, spirito d’iniziativa, passione, voglia di migliorare le cose per il bene di collettivo. Ma tutto questo è stato represso per anni dalla paura di non essere compreso, dalla convinzione che bisognasse seguire la “normalità”. Così facendo ho perso sicurezza, e ho lasciato che fosse la vita a determinare il mio futuro e la mia felicità.

Oggi ho capito che la vera malattia è reprimerla l’intraprendenza, non esprimerla. Ho deciso che era ora di conoscere me stesso, le mie convinzioni e le mie potenzialità. E migliorarmi quotidianamente, per tornare a vivere con entusiasmo.

LA MIA STORIA

A meno di 2 anni apparecchiavo la tavola, a 3 scolavo la pasta; a 7 anni ho smontato la lavatrice di mia madre, e la cosa più sorprendente è che lei non se n’è mai accorta, quindi deduco di averla rimontata bene 😉

Sono malato dalla nascita. E non c’è cura.

Ho imparato a cablare impianti elettrici, a fare il DJ, a costruire con il cartongesso, a realizzare siti web, a fare la metà degli sport esistenti sulla terra – evito quelli estremi perchè sono un fifone!

Avevo da poco compiuto 23 anni quando ho ottenuto la laurea magistrale. Come consulente di direzione ho imparato un metodo di lavoro serio e rigoroso, ma potevo avere solo una visione parziale di come funziona un’azienda. Come assistente personale di un imprenditore ho visto il funzionamento della sua impresa dalla A alla Z. Ma era tutto disordinato, proprio come il boss. Oggi ho 31 anni e gestisco l’organizzazione di un’azienda commerciale leader nel suo settore.

Ho costante desiderio di nuovi stimoli. Amo sentirmi in evoluzione, in crescita e migliorare la mia vita e quella di chi mi circonda. Non mi piace star fermo, non ci riesco! Forse sono semplicemente un “iperattivo socio-professionale”, o magari, come dice Emilie Wapnick, soffro di “multipotenzialite”.

Per anni ho cercato di adeguarmi alla “normalità”: impari a leggere per poter studiare, studi per laurearti, ti laurei per lavorare, lavori per sopravvivere, sopravvivi per…hem, per… “ma sì dai, che te lo chiedi a fare!?”… Oggi però tutto è più chiaro, tutto ha un senso.  Voglio amare ciò che faccio, dare il 100% e contribuire al bene collettivo. Oggi amo studiare perché mi consente di dare efficacia alla mia intraprendenza naturale. Amo lavorare perché mi consente di mettere a frutto i miei talenti. Amo vivere perché tutto questo è Amore, e voglio contribuire al bene collettivo.

Ma la storia è lunga. Andiamo per gradi.

La mia “malattia”

La mia famiglia ha provato in ogni modo a curarmi: ho frequentato la migliore classe della ridente cittadina in cui abitavo, sia alle scuole medie che al liceo. Mi hanno aiutato a studiare, obbligato a leggere libri, mandato al doposcuola.

Ma io avevo bisogno di costruire qualcosa di concreto, di inventare, creare e scoprire cose nuove.

L’amore per la musica mi ha portato ad occuparmi delle festicciole degli amici. E già che c’ero ho imparato a costruire le casse audio, a saldare i connettori dei cavi, a costruirmi le prolunghe elettriche. E poi sono finito a lavorare come dj in una radio e come tecnico nei concerti e spettacoli della zona. La sera i miei amici rientravano tardi perché andavano a ballare. Anche io rientravo tardi, ma perché all’epoca farli ballare era la mia passione.

Il senso del dovere, però, non mi ha mai abbandonato. E così continuavo a studiare, con fatica e risultati nella media. Ma intanto facevo nuoto e vela a livello agonistico, suonavo la batteria, costruivo cose indifferentemente con legno, ferro o mattoni, e poi ho anche programmato in C++ e HTML.

Non riuscivo a fermarmi. Non potevo fermarmi. Ogni cosa pratica doveva venirmi bene, dovevo riuscirci, e non mollavo finché il risultato non fosse soddisfacente.

Ho sempre sofferto il giudizio dei miei coetanei. Nessuno mi capiva per davvero. Pochi vivevano la mia stessa voglia di sperimentare, ed io ero poco interessato alla Playstation e alle altre prove di virilità tipiche dei maschietti adolescenti – prove che per altro suonavano spesso come un’inesorabile condanna a sentirmi sempre più diverso dagli altri. Ero come scollato dalla mia generazione. Ascoltavo solo i grandi: ero curioso, chiedevo spiegazioni e mi interessava capire le dinamiche, i fenomeni, la tecnologia. Mi interessavano molto le persone, gli stati d’animo, le riflessioni, le paure, e non mi accontentavo di risposte superficiali.  Impartivo consigli, provavo facilmente empatia, desideravo ardentemente trovare soluzioni ai problemi degli altri, anche sugli aspetti umani ed esistenziali.

Durante l’università poco è cambiato, ma con una convinzione (limitante) in più. A quel punto, infatti, era ormai chiaro: non ero fatto per studiare sui libri ma dovevo imparare con la concretezza. Ho fatto male in molti esami, ma sono anche stato uno dei migliori della classe quando il professore spiegava con esempi pratici e concreti. Volevo conoscere, sapere, imparare, ma non riuscivo a memorizzare se non sperimentando nella pratica. Volevo diventare manager, fare carriera, diventare influente e quindi realizzato, perché questa era la mia idea di realizzazione. E per riuscirci, per cinque lunghi anni ho consumato più energie nel reprimere la mia intraprendenza ed obbligarmi sui libri che non nello studio vero e proprio.

Intanto, inutile dirlo, non mi fermavo mai: ero responsabile tecnico di un teatro a Milano, ero educatore impegnato in Oratorio, continuavo a gestire l’audio e le luci nei concerti come freelance e, dopo qualche anno, ho comprato la mia attrezzatura e formato la mia squadra di tecnici per poter gestire in prima persona serate ed eventi.

 L’età della consapevolezza

Ho sempre messo tutto me stesso in ciò che amavo. E ho sempre amato ciò che mi permetteva di esprimere tutto me stesso. Come in un costante allenamento nella palestra dell’intraprendenza, ho imparato a cavarmela nelle situazioni più strane, negli ambiti più disparati e con ogni tipo di persona. Ho imparato a collegare materie totalmente differenti perché accomunate da dinamiche simili.

Chiaramente sapevo che il mondo del lavoro avrebbe apprezzato questa mia caratteristica, perché ai professori interessa ciò che sai, mentre sul lavoro interessa ciò che sai fare. E infatti così è stato: perfino in consulenza direzionale dove la competizione è altissima, quando mi hanno consentito di utilizzare creatività e intraprendenza ho avuto ottimi risultati. È stato un peccato che non tutti i progetti e non tutti i manager abbiano utilizzato e fatto emergere queste caratteristiche; ma intanto dentro me la visione diventava sempre più chiara: sapevo fare la differenza nella concretezza, nella risoluzione di problemi nuovi e atipici, dove molti altri invece si fermavano. Non ero né migliore né peggiore, ero diverso! E dovevo trovare il modo per valorizzare questa diversità.

A questo punto la mia destinazione professionale ideale è apparsa chiara e limpida davanti a me: ero fatto per le piccole aziende, destrutturate, dove servono persone dinamiche e flessibili, appassionate, efficaci e focalizzate. Non sono bravo nelle operazioni costanti e routinarie, quindi mai avrei potuto dare il massimo in contesti molto strutturati.

Ecco perché negli anni successivi ho seguito fianco a fianco imprenditori e manager “da 8 cifre”, occupandomi di coordinare progetti multimilionari e reparti strategici. Ho visto mondi aziendali completamente diversi, ho imparato le basi di contabilità, di finanza, di gestione del magazzino, di controlling, di gestione dell’innovazione, del personale e della forza vendite.
Ma soprattutto ho potuto vivere in prima persona i processi decisionali dei responsabili delle aziende per cui ho lavorato, potendone verificare direttamente i risultati.

Oggi sono un Manager responsabile dell’organizzazione di una PMI e sto studiando per certificarmi come Life & Business Coach.

Ah, a proposito: intanto ho sposato una donna fantastica, abbiamo comprato la casa dei nostri sogni, abbiamo avuto una figlia stupenda e sono l’uomo più felice del mondo 😉

PERCHE’ QUESTO SITO

Per tre motivi:

  1. Tutti noi abbiamo un lato intraprendente. Sul lavoro possiamo esprimerlo come liberi professionisti, imprenditori, manager, startupper o anche semplicemente mettendo tutto di noi nell’essere impiegati. L’importante è creare valore. Nella vita possiamo esprimerlo in famiglia, con gli amici, nella società, dedicando le nostre capacità a costruire, per il bene nostro e degli altri. Questa forma di intraprendenza è spesso sopita o trattenuta. Voglio convincerti a risvegliarla!
  1. Chiunque voglia utilizzare le proprie capacità per costruire valore deve avere consapevolezza e metodo, che assicuri efficacia ai propri sforzi. Studiare coaching e management serve proprio a questo. Voglio ispirarti con esempi pratici, calando le migliori teorie di management nella vita di tutti i giorni e dimostrandoti come le tue capacità naturali possano portare grande frutto se ben utilizzate.
  1. Per me stesso. Voglio imparare, continuando a studiare, e questo sito mi obbligherà a farlo con costanza. Voglio agire, rendendo proficue le mie esperienze e le mie caratteristiche naturali. Voglio realizzarmi, che oggi per me vuol dire portare valore al resto del mondo tramite gli strumenti che ho a disposizione.

cosapossofare

COSA POSSO FARE PER TE

Se sei imprenditore o manager

Il tuo lavoro è vera e propria arte! Perchè coniugare efficacia, efficienza e desideri dell’uomo è un lavoro davvero molto difficile. E non basta la conoscenza specifica del settore o del management, né l’esperienza, né la forza, né la sensibilità. Serve tutto questo, unito ad una visione, alla determinazione ed allo spirito di intraprendenza.

Guardiamo insieme la tua azienda o il tuo dipartimento, il vostro modo di operare, i valori che governano la vostra organizzazione, per riconoscere insieme i nodi su cui fai/fate più fatica. Proviamo a ripensare insieme alle fondamenta del tuo business, e cerchiamo le strategie migliori per esprimerne al massimo il suo potenziale. Contattami tramite il modulo che trovi in fondo a questa pagina!

Se sei uno startupper

Facciamo diventare la tua idea un’azienda! Individuiamo insieme i punti di forza e le necessità della tua startup. Focalizziamo l’idea, definiamo il business model e reperiamo le risorse che ci mancano. Scrivimi due righe utilizzando il modulo sotto e fissiamo un appuntamento telefonico. Non aver timore, sono un tipo serio e riservato! 😉

Se vuoi portare al mondo il tuo messaggio

Oltre al tuo “core business” puoi utilizzare le tue competenze per dare valore a chi ha bisogno proprio di ciò che sai. Produrre ebook, videocorsi, seminari, creare community può sembrare facile, ma per avere successo sono necessarie esperienza e competenze specifiche. Focalizziamo insieme il tuo messaggio e il canale ideale per diffonderlo, ipotizziamo una strategia e capiamo gli strumenti di cui hai bisogno. Sentiamoci!

studenti

STUDENTE? PIANIFICHIAMO INSIEME IL FUTURO

Cosa vuoi fare da grande? Quali sono le tue caratteristiche distintive che possono aiutarti a fare la differenza nel tuo lavoro futuro? Che università o quale specializzazione dovresti scegliere? Non ho risposte universali, ma posso proporti un metodo di ragionamento per arrivare tu stesso alla soluzione ideale per te.

Se sei uno studente tra i 18 e i 25 anni, questa consulenza la faccio gratuitamente, per telefono, in 15 minuti.  E’ la mia maniera di ricambiare per ciò che ho avuto in dono da altri, quindi non avere timore nel chiedere, l’importante è non abusarne 🙂

Contattami tramite il form che trovi più in basso in questa pagina. Inizia ad anticiparmi quali sono le tue passioni, le materie che ti piace studiare, qual è il tuo rapporto con la scuola e quali sono le opzioni che hai. Ti risponderò con due o tre possibili date per sentirci al telefono.

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Sono molto felice di poter collaborare, discutere, approfondire, avere punti di vista differenti.

Ti prego solo di essere sintetico e costruttivo.

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